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Marina Corricella inaccessibile alle persone con mobilità ridotta: la denuncia di Dario Lauro e la risposta dell’assessore Calabrese

DiRedazione Procida

Lug 30, 2026

La questione dell’accessibilità di Marina Corricella torna al centro del dibattito pubblico a Procida. A sollevarla è stato Dario Lauro, ex garante delle persone con disabilità, che ha criticato la scelta dell’amministrazione comunale di organizzare, martedì scorso, un evento  della Sagra del Mare in un luogo che continua a non essere accessibile alle persone in carrozzina e, più in generale, a chi presenta una mobilità ridotta.

In un lungo e duro intervento, Lauro ha espresso la propria delusione per una decisione che, a suo giudizio, ha impedito a una parte della cittadinanza di partecipare a un evento pubblico rivolto all’intera comunità.

«Ancora una volta, in maniera discriminatoria, il Comune di Procida, così come nel passato, ha organizzato un evento importante come la Sagra del Mare, o comunque una parte di esso, alla Marina Corricella, senza garantire l’accessibilità a tutti e, in particolare, alle persone con disabilità in sedia a rotelle», ha dichiarato l’ex garante.

Secondo Lauro, l’amministrazione sarebbe venuta meno al proprio ruolo di garante delle pari opportunità, riproponendo una distinzione tra cittadini di “serie A” e cittadini di “serie B”. La critica riguarda non soltanto la mancata soluzione strutturale dei problemi di accesso alla Corricella, ma soprattutto la scelta organizzativa compiuta nell’immediato.

Per l’ex garante, qualora non fosse stato ancora tecnicamente possibile assicurare l’accessibilità del borgo, l’intera manifestazione avrebbe dovuto svolgersi in un luogo raggiungibile da chiunque.

«I proclami per un’accessibilità futura non possono giustificare un grave atto di discriminazione odierna», ha sottolineato Lauro. «Non possiamo aspettare domani per avere gli stessi diritti di tutti ad assistere a un evento organizzato dal Comune per tutta la collettività. Se oggi tu vai, non puoi dirmi che io ci andrò domani, perché io e tu abbiamo gli stessi diritti».

L’accusa di incoerenza politica

Nel suo intervento, Lauro ha chiamato in causa anche quanti, nelle settimane precedenti, avevano criticato le passate amministrazioni per l’utilizzo di risorse pubbliche senza un’adeguata attenzione alle esigenze delle persone con mobilità ridotta.

L’ex garante ha chiesto una presa di posizione coerente, contestando quello che considera un silenzio condizionato dalle appartenenze politiche.

«Vorrei sapere cosa ne pensano tutti quei presunti paladini dei diritti delle persone con disabilità che, nelle scorse settimane, parlavano di soldi pubblici spesi nel passato senza tenere conto del diritto delle persone con mobilità ridotta», ha affermato. «È cambiato qualcosa nella considerazione dei nostri diritti più elementari? Mentre si sventolano le bandiere, le istituzioni continuano a calpestarci nel silenzio».

Alle osservazioni di Lauro ha risposto l’assessore alle Politiche sociali, Maria Rosaria Calabrese, che ha riconosciuto la rilevanza del problema e assicurato di aver inserito l’accessibilità di Marina Corricella tra le priorità del proprio mandato.

«L’accessibilità di Marina Corricella è stata uno dei primi temi sui quali mi sono soffermata», ha spiegato Calabrese. «Conosco bene il disagio concreto che vivono non solo le persone che si spostano in carrozzina, ma anche tanti anziani e tutti coloro che hanno una mobilità ridotta. Ho ben presenti le difficoltà di chi vive ogni giorno in questo luogo meraviglioso, ma oggettivamente complesso dal punto di vista dell’accesso».

L’assessore ha riferito di aver chiesto incontri ai precedenti amministratori titolari delle deleghe oggi di sua competenza, con l’obiettivo di garantire la continuità amministrativa e verificare l’esistenza di eventuali progetti già predisposti o avviati. Secondo quanto dichiarato da Calabrese, alcuni avrebbero offerto la propria disponibilità, mentre dalla precedente delegata all’Accessibilità sarebbe arrivato un diniego.

«Intervenire su questo tema richiede una progettazione seria e articolata, alla quale, come amministratrice, non intendo assolutamente sottrarmi», ha aggiunto Calabrese, precisando tuttavia che gli eventuali interventi non potranno produrre risultati immediati.

«Si tratta di un percorso che richiede tempi tecnici importanti. Questo è tra i primi obiettivi che mi sono posta. So che non sarà uno dei più semplici da realizzare, ma posso assicurare che il mio impegno sarà massimo e che lavorerò con determinazione per individuare una soluzione concreta».

La vicenda non può tuttavia essere circoscritta alle sole disabilità motorie. Il concetto di disabilità comprende numerose condizioni riconosciute dall’ordinamento, tra cui quelle sensoriali, cognitive, intellettive e psichiche. A esse possono corrispondere esigenze differenti e barriere che non sono sempre fisiche o immediatamente visibili.

Un luogo può infatti risultare formalmente raggiungibile e, allo stesso tempo, non essere pienamente accessibile. Le difficoltà possono riguardare l’assenza di informazioni comprensibili, strumenti di orientamento, supporti visivi o acustici, percorsi adeguatamente segnalati e servizi capaci di rispondere alle diverse necessità delle persone.

Affrontare seriamente l’accessibilità significa, pertanto, andare oltre la sola eliminazione delle barriere architettoniche e adottare una visione complessiva, capace di considerare anche gli ostacoli sensoriali, comunicativi, cognitivi, organizzativi e culturali.

Se si intende intervenire concretamente sul tema, sarebbe necessario riconsiderare l’accessibilità dell’intero territorio di Procida: strade, trasporti, edifici, uffici, attività commerciali, strutture ricettive, locali, servizi, spiagge, siti culturali e strumenti di comunicazione. Un percorso che dovrebbe coinvolgere sia il settore pubblico sia quello privato, pur nel rispetto delle rispettive competenze e responsabilità.

 

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