PROCIDA – La prospettiva di un aumento della TARI a Procida apre un fronte politico immediato tra maggioranza e opposizioni. Dopo le dichiarazioni del sindaco Luigi Muro sulle criticità del comparto rifiuti e sulla necessità di riportare in equilibrio i conti, arrivano due repliche nette: quella dell’ex sindaco Dino Ambrosino e quella di Titta Lubrano, candidata alla carica di sindaca sconfitta al voto e oggi in minoranza. Entrambi contestano l’ipotesi che la prima risposta alle difficoltà possa essere un rincaro della tariffa a carico di cittadini e imprese, chiedendo invece un approfondimento puntuale e l’individuazione di coperture e soluzioni alternative.
Dino Ambrosino attacca frontalmente l’idea di un aumento: “È molto grave” — sostiene — “se c’è qualcuno che pensa di trovare la scorciatoia dell’aumento delle tasse” per evitare lo sforzo di un’analisi dettagliata. Nel suo intervento ribadisce che la TARI a Procida sarebbe già “adeguatamente alta” e, quindi, non dovrebbe essere incrementata. La strada indicata è un’altra: “Le risorse devono essere trovate nel bilancio comunale”.
Ambrosino inquadra l’aumento dei costi del servizio igiene urbana come effetto del boom turistico: più presenze equivalgono a più rifiuti e maggiori spese di raccolta e smaltimento. Ma nello stesso arco temporale, aggiunge, sarebbe aumentato in maniera significativa anche il gettito del contributo di sbarco. L’ex sindaco rivendica la gestione di quel capitolo come elemento di equilibrio: “Abbiamo lasciato una dote di 1 milione e 200.000 euro all’anno”, afferma, richiamando il “patto” che la sua amministrazione avrebbe mantenuto: sostenere con quelle entrate i costi del servizio rifiuti, per evitare che ricadessero sulla bolletta dei residenti.
Nel bilancio politico di undici anni, Ambrosino cita il passaggio “dal dissesto economico” a una fase di forte crescita dei flussi, ricordando “l’exploit di 600.000 sbarchi del 2022”, e sostiene che, pur in presenza di crisi nel comparto, l’amministrazione sarebbe riuscita a “tenere costante la bolletta della spazzatura”. Per questo ritiene “un errore, anche contabile” ragionare ora su un incremento.
Uno dei punti più delicati, per Ambrosino, riguarda le ricadute sulle attività economiche. Anche un aumento “teoricamente basso” — come l’esempio del 10% — può tradursi in cifre rilevanti, con l’effetto di peggiorare la capacità dei negozi di restare in regola con i pagamenti. Da qui un meccanismo che l’ex sindaco descrive come potenzialmente penalizzante per l’ente: i mancati incassi generano accantonamenti obbligatori nel bilancio comunale, riducendo risorse disponibili per l’erogazione dei servizi.
Ambrosino non nega che il gestore del servizio abbia chiesto un adeguamento del contratto, ma sostiene che esistano margini per trattare e trovare le coperture necessarie senza scaricare l’aumento sui contribuenti. E rilancia una critica politica: se l’aumento tariffario diventasse la soluzione immediata, “non è chiaro dove sta la competenza tanto declamata”, perché — sostiene — “noi questo lavoro lo facevamo quotidianamente”.
Infine richiama un tema spesso impopolare ma centrale per la tenuta del sistema: la riscossione. Ambrosino ricorda che la sua amministrazione attivò la riscossione coattiva, scelta che ammette costosa in termini di consenso, ma che definisce indispensabile per l’equità: “Pagare tutti era l’unico modo per pagare di meno”. Un ritorno a maggiore tolleranza verso l’evasione, avverte, significherebbe aumentare il carico su chi già adempie.
Sulla stessa linea si colloca Titta Lubrano, che interviene dopo aver seguito “con attenzione” la diretta del sindaco e ritiene “doveroso chiarire alcuni aspetti” legati al “preannunciato aumento della TARI”. Lubrano riconosce un dato che definisce noto a chi ha seguito l’amministrazione: negli ultimi dieci anni il costo del servizio di igiene urbana è cresciuto “in maniera significativa”. Ma rivendica la scelta politica compiuta finora: evitare di appesantire ulteriormente il carico sulle famiglie procidane, puntando su “una gestione attenta di tutte le risorse comunali”.
Proprio per questo, osserva, sorprende che “a poche settimane dall’insediamento” la prima soluzione prospettata davanti alle difficoltà sia l’aumento della tariffa. La critica, nel suo caso, è impostata come richiesta di metodo e trasparenza: quali alternative sono state valutate? quali iniziative sono state messe in campo prima di chiedere un “ulteriore sacrificio” ai cittadini?
Lubrano aggiunge un ulteriore elemento di perplessità: l’annuncio di un servizio notturno. Una scelta che, sottolinea, comporta fisiologicamente un incremento dei costi, sia per il personale sia per l’organizzazione, e può avere ripercussioni sulla vita dei residenti nelle aree interessate. Da qui la domanda politica: come si concilia un servizio potenzialmente più oneroso con l’obiettivo dichiarato di contenere la spesa e mantenere alta la qualità della raccolta?
Nel suo intervento, Lubrano rivendica anche l’operato dell’amministrazione uscente fino all’ultimo giorno di mandato: lavorare per tutelare gli interessi del Comune, degli addetti del comparto e dei cittadini nei rapporti con il gestore, cercando soluzioni che mantenessero standard elevati senza ulteriori pesi economici sulle famiglie.
La conclusione è un impegno politico preciso: come gruppo di minoranza, Lubrano assicura un’attività di controllo “con serietà”, chiedendo “trasparenza, dati e spiegazioni” su ogni scelta che generi nuovi costi per i cittadini. Prima di aumentare le tasse, ribadisce, ogni amministrazione dovrebbe dimostrare di aver percorso “fino in fondo” tutte le altre strade possibili.
Nel frattempo, il confronto si sposta inevitabilmente sui numeri: costi effettivi del servizio, piano economico-finanziario, rapporto con il gestore, livello di riscossione e utilizzo delle entrate legate al turismo. Il tema rifiuti, sull’isola, resta uno dei principali indicatori di qualità dei servizi e di sostenibilità economica. Ed è destinato a diventare uno dei terreni su cui si misurerà, da subito, la capacità della nuova amministrazione di coniugare conti e consenso.