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Maria Capodanno: “L’impegno e l’azione riformista dei Socialisti a Procida. Il ricordo di Enzo Esposito”

DiRedazione Procida

Giu 22, 2022

Maria Capodanno -Questo incontro nasce dalla volontà di alcuni amici socialisti con l’intento di ricordare Enzo Esposito venuto a mancare nel giugno scorso, militante e dirigente socialista la cui formazione cattolica è stata alla base del suo impegno e della sua azione politica e sociale. Proveniente dalle ACLI (Associazione Cattolica dei Lavoratori Italiani) aveva, nel 1968, costituito qui a Procida il circolo delle ACLI il cui Presidente nazionale era Livio Labor ed aveva conosciuto così un giovane Luigi Covatta, responsabile dell’Ufficio Studi.

Per qualche anno il circolo assolve alla funzione di formazione culturale e politica di molti giovani, alcuni dei quali formeranno la futura classe dirigente dell’isola.

Nel 1972, dopo la delusione del magro risultato elettorale del M.P.L. – Movimento Politico dei Lavoratori – di Labor il cui obiettivo era quello di rappresentare l’area cattolica del dissenso verso la D.C.  e raccogliere il consenso dei cattolici progressisti e di sinistra, la gran parte dell’MPL, Labor, Covatta, Acquaviva, Benedusi, Biagi, confluì nel PSI nel quale svolsero un ruolo di primo piano nel rinnovamento della cultura del socialismo italiano, vedi la conferenza di Rimini del 1982 con i suoi “meriti e bisogni” e nell’azione del Governo Craxi, specialmente in occasione della revisione del Concordato fra lo Stato italiano e la Santa Sede in cui il senatore Acquaviva ebbe un ruolo importante.

Enzo qui a Procida è il motore e l’anima del rinnovamento della cultura socialista e dell’azione riformista che caratterizzano la politica amministrativa degli anni ’80.

Possiamo senz’altro affermare che quella degli anni ’80 è stata una stagione di grande vivacità intellettuale e politica, di modernità, di rinnovamento e progresso, all’insegna della governabilità e dello sviluppo democratico dell’isola. 

L’obiettivo era quello di restituire al sistema democratico generale e, nel nostro caso all’Ente Comune, l’autorità, la responsabilità, l’efficienza.

Sono questi i capisaldi del programma socialista che ipotizza uno sviluppo fondato su misure chiare, su precisi modi di realizzarle, su rapporti istituzionali efficienti, su alleanze politiche costruite privilegiando i contenuti agli schieramenti.

Il cammino politico dei socialisti sotto la guida intelligente ed abile di Enzo conduce ad amministrazioni a guida socialista, nell’84 con Vittorio Parascandola Sindaco e nell’86 con Enzo Sindaco.

Inizia l’era dell’egemonia culturale socialista che comporta un forte cambiamento nella prassi e nella consuetudine amministrativa ed anche nel rapporto dinamico con i cittadini, ritenuto essenziale per la costruzione di una democrazia compiuta e non formale.

Il Comune non è più il Palazzo ma diventa la casa di tutti. Viene dato ampio spazio ad eventi culturali.

Viene istituito il Premio Elsa Morante sotto la valente direzione dell’assessore Domenico Ambrosino e viene affermata l’identità dell’isola con la pubblicazione di libri e saggi sulla cultura e sulla storia di Procida con convegni e mostre sulla sua architettura e sulla sua marineria, con il conferimento della cittadinanza onoraria a un grande critico dell’arte come il Prof. Cesare Brandi che aveva eletta Procida come suo luogo dell’anima e descritta la sua architettura in numerosi saggi. In questa occasione per rendere omaggio al critico d’arte viene organizzata la mostra L’agave su lo scoglio: 15 artisti e il mare che richiama a Procida molti visitatori.

Concerti di musica classica ed operistica nelle chiese con la partecipazione di musicisti del San Carlo, eventi musicali come il Festival del Jazz e della danza segnarono notevolmente quegli anni tanto da affermare quella come la stagione della cultura!

Oggi la designazione di Procida a capitale italiana della cultura per il 2022 non può che procurarci gioia per il riconoscimento che Procida merita ma anche soddisfazione per aver creduto che la cultura potesse rappresentare la peculiarità dello sviluppo dell’isola.

La stagione dei socialisti va anche ricordata per il miglioramento dei servizi essenziali come la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Il primo atto amministrativo della Giunta Parascandola fu la chiusura della discarica che deturpava Punta Solchiaro ed il risanamento di quei luoghi riconsegnandoli alla loro bellezza paesaggistica ed ambientale.

Anticipammo l’attuale cultura “green” con un’ordinanza sindacale di Enzo Esposito, forse la prima del genere da parte dei comuni, che vietava l’uso delle buste di plastica sostituite da quelle di carta e di stoffa, che fu annullata dal TAR a cui ricorsero alcuni produttori con la motivazione che in merito non c’era alcuna legge.

I servizi socio sanitari con il funzionamento del Pronto Soccorso e degli ambulatori specialistici, ubicati nella struttura dell’Albano Francescano, trovarono attuazione in un Piano di intervento predisposto dalla USL 22, nel cui Comitato di Gestione operava il compagno e amico Pasquale Lubrano, in Accordo con il Comune.

Per la mobilità sul territorio venne istituito un servizio di trasporto urbano gestito dalla SEPSA con l’assorbimento delle linee dei gestori privati, nell’ambito della Legge Regionale sui bacini di traffico. Furono potenziati i collegamenti marittimi con nuove corse di aliscafi e con una migliore articolazione dei servizi CAREMAR.

Tutto questo realizzato in piena sintonia con la Regione nella cui amministrazione i socialisti ricoprivano posti importanti come i Trasporti e l’assessore Franco Iacono, da isolano, capiva bene come la continuità territoriale fosse fondamentale per le isole. 

La stessa sintonia i socialisti di Procida la praticarono con il Parlamento e con il Governo. Fondamentale fu l’aiuto del giovane deputato, ancorchè vice segretario nazionale del PSI di Craxi, Giulio Di Donato che sosteneva le loro azioni e nelle commissioni parlamentari e al governo dove pure l’amico Gigi Covatta, sottosegretario alla P.I. prima e ai BB.CC. poi si adoperava per Procida.

Come ho già evidenziato all’inizio Enzo è stato il propulsore dell’azione riformista qui a Procida, azione che è continuata anche quando ha assunto impegni politici ed amministrativi fuori dell’isola.

E’ stato vice Presidente del CO.RE.CO. dove si è distinto per la sua competenza giuridica e amministrativa, vice segretario del PSI sia provinciale che regionale ma è stato anche il capro espiatorio quando è iniziata l’operazione Mani Pulite con la caccia ai socialisti che ricoprivano o avevano ricoperto rilevanti ruoli dirigenziali sia nel partito che nelle istituzioni.

La sua formazione cattolica, la sua fede, la sua cultura gli sono state di grande aiuto per affrontare le vicende giudiziarie ma non hanno impedito al suo organismo di riportarne i segni.

Il suo impegno sociale dopo questa dolorosa esperienza continua e si indirizza verso le fasce deboli della comunità isolana e su suggerimento di Don Michele, parroco di San Giuseppe e suo padre spirituale, va a presiedere la Caritas locale, incarico che coprirà sino al 2015.

La generosità, la mitezza, l’umanità di Enzo, che avevamo conosciuto nella sua attività politica ed istituzionale, trovano ancora più evidenza  in tale funzione.

La gente di Procida lo apprezza ancora di più per la semplicità con cui si avvicina ai più deboli e gli vuole bene per la sua grande umanità e non ha creduto alla operazione di Mani Pulite.

Ricorderemo Enzo come esempio di impegno civico, come l’amico e il compagno che si è speso per tutta la vita per affermare i valori di giustizia sociale e di crescita democratica, come amministratore competente e moderno al servizio del progresso del paese e di Procida in particolare.

 

 

 

 

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