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UN MESE ALL’ALBA PIU MISTICA PER L’ISOLA DI GRAZIELLA

DiRedazione Procida

Feb 28, 2024

Procida – I rituali della Settimana Santa raggiungono il momento più intenso nella Processione del Venerdì
Santo, sulla vicina isola di Graziella.
La Sacra Rappresentazione, nata come corteo penitenziale, ha essa motivo di esistere solo in
quanto predispone tutto il popolo ad un raccoglimento sul mistero della Passione, Morte e
Resurrezione di Cristo.
Mentre la macchina organizzativa è in moto da settimane, alla congrega dei turchini, il priore
Matteo Germinario, coadiuvato dai confratelli, con spirito di grande fede e passione sta definendo
via via tutti gli aspetti organizzativi.
A terra Murata intanto i ragazzi hanno da giorni messo mano ai misteri e si lavora alacremente ad
essi.
La processione ha inizio alle prime luci dell’alba del Venerdì Santo, quando tutti i misteri sono già
stati portati nello spiazzale di Terra Murata, dove si trova l’Abbazia di San Michele Arcangelo.
Qui, in seguito alla “chiamata” del più anziano confratello dei turchini, viene stabilito l’ordine della
processione, a seconda del tema religioso trattato.
L’inizio è caratterizzato dal suono di una tromba a cui rispondono 3 colpi di tamburo: sono i suoni
che accompagnavano i condannati a morte nell’antica Roma, e che si ripeteranno durante tutta la
processione. Seguono i misteri, portati a braccia durante tutto il tragitto con una serie di pause. Ci
sono poi varie statue a soggetto religioso fisso, tra cui le principali sono quella dell’Addolorata (sec.
XIX), la statua del Cristo Morto (sec. XVIII di Carmine Lantriceni ) e il “pallìo”, cioè il
baldacchino funebre. Precedono e seguono la statua dell’Addolorata il corteo degli angioletti:
bambini maschi e femmine fino ai 3anni, che indossano abiti neri ricamati in oro in segno di lutto a
richiamare il vestito della Vergine Addolorata, portati in braccio da un adulto. Chiudono la
processione la banda musicale, che esegue marce funebri, le autorità religiose, civili e militari
dell’isola e, in un commosso silenzio, un corteo di persone dell’isola e non.
Al termine della processione le statue vengono condotte nell’Abbazia di San Michele Arcangelo
mentre i misteri, terminano il loro percorso in Piazza Marina Grande. Le statue del Cristo Morto e
dell’addolorata sono custodite presso la Chiesa di S. Tommaso (Chiesa Nuova) dove ha sede la
Confraternita dei Turchini.
Storia della processione
La processione del Venerdì Santo di Procida è una tradizione antichissima, da porsi fra la fine del
sec. XVI e il sec. XVII, quando anche a Napoli la confraternita della Solidad organizzava una

processione con i misteri della Sacra Passione, il cui svolgimento era in tutto simile a quello della
Processione di Procida. (Sergio Zazzera).
Nata inizialmente come corteo penitenziale, ristretto all’antico borgo medievale di Terra Murata, è
oggi costituita principalmente dai “misteri“, che seguono “la tromba ed il tamburo” e precedono le
statue a soggetto religioso fisso e infine il Cristo Morto, un’opera lignea scolpita nel 1728 da
Carmine Lantriceni.
Le caratteristiche con le quali la processione è stata osservata fanno pensare immediatamente a
quelle importate dalla Spagna a Napoli nei secoli XVI e Poi tanto propagato dai gesuiti. L’Impiego
della tromba e del tamburo, di elementi sontuosamente barocchi, di catene e flagelli… tutto rimanda
alle descrizioni fatte dagli scrittori napoletani del Cinquecento e del Seicento nelle processioni
pasquali dette appunto processioni degli spagnoli. (Da “CHI E’ DEVOTO” di R. De Simone,
M.Jodice)
I “misteri” sono tavole rappresentative delle parole scritte nel Vecchio Testamento e nel Vangelo
realizzate con vari materiali: cartapesta, legno, plastica, polistirolo e altri materiali poveri.
Le tavole sono realizzate ex-novo ogni anno, dal peso variabile a seconda del materiale utilizzato.
Solitamente il numero dei ‘’misteri’’ varia tra i 40 e le 60 rappresentazioni. Queste percorrono,
sorrette a braccio, il centro storico dell’isola, generalmente da Terra Murata a Marina Grande.
Quella dei Misteri di Procida è un’antichissima quanto famosa processione che avviene sull’isola di
Procida dalla fine del ‘600. Durante le prime ore del mattino del Venerdì Santo, al risuonar di
diversi squilli di tromba, da Terra Murata parte una suggestiva processione. A sfilare sono proprio i
Misteri, dei carri allegorici costruiti dai Procidani, con diversi materiali, che rappresentano le scene
della Passione di Gesù.
Si tratta di carri davvero unici che vengono realizzati con tanta passione; nei mesi che anticipano
l’evento diversi gruppi di giovani e meno giovani si riuniscono fino a notte fonda per portare a
compimento il carro che dovrà essere pronto a sfilare alle prime luci dell’alba del Venerdì Santo.
L’ultimo atto della processione dei Misteri avviene al porto di Marina Grande dove le statue della
Madonna e del Cristo vengono riportate nell’Abazia di San Michele. La sera, dopo il tramonto, i
procidani rivivono, poi, il triste momento della Passione in una suggestiva fiaccolata che riconduce
le due statue nella chiesa di San Tommaso.

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