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Procida 2022, Voci al vento: la magia dei racconti sul mare

DiRedazione Procida

Ago 30, 2022

Procida – Procida e la Puglia. Il dialetto che unisce due popolazioni. Una da un lato del tirreno e l’altra dell’Adriatico. Voci al vento ha raccontato attraverso l’intreccio di diverse storie, raccolte da dieci “Storionauti”, gli abitanti storici e i nuovi arrivati, i viaggiatori di lungo corso e le persone in transito per vacanza.

Sui traghetti, nelle strade, sulle spiagge, ricercando attraverso i racconti le diverse rotte che attraversano l’isola, costruendone in parte la propria cultura, dal mondo dei marittimi agli ospiti dello Sprar, passando per artisti, intellettuali, turisti e pendolari, commercianti e pescatori, con lo scopo di tessere le trame di una narrazione collettiva intorno al tema del viaggio.

Lo scorso weekend in una dei due siti individuati, e cioè nella sala d’aspetto della stazione marittima, con allestimento essenziale, tra cavi, casse, microfoni e piccoli elementi scenici, i performer hanno condiviso in senso stretto lo spazio con il pubblico, alternando parti di puro racconto ad altri evocativi delle tappe che hanno caratterizzato il viaggio, riportando nella partitura scenica anche suoni e voci preregistrate. Due momenti sospesi, di storie, di mare, di viaggi, di Procida.

Molto entusiasta il pubblico che ha preso parte come la dott.ssa Raffaella Salvemini ricercatrice del CNR:

“Dobbiamo essere orgogliosi dell’essere procidani. Nei secoli siamo stati un faro. Se in questa rappresentazione, in questa narrazione c’è moltissimo di Procida e vuol dire che noi abbiamo già vinto in questo senso, i procidani sono i protagonisti di queste storie. Ad agosto ho visto un progetto legato alla presentazione di libri e ad una discussione non invasiva. Ora viene settembre ed andiamo verso l’inverno ed io sono convinta che questo sarà il momento migliore per noi, perché al di la di quanto abbiamo vissuto fino ad ora, il meglio deve ancora arrivare”

Uno dei momenti più apprezzati della performance è stata quella finale quando un sottile file rouge ha unito Procida e la Puglia e che la dott.ssa Salvemini ha voluto rimarcare e sottolineare anche perché  lei stessa né ha curato una pubblicazione quale  sua ultima fatica letteraria:

“Si è vero, l’esodo dalla Puglia ci parla di una contaminazione che molto spesso ha visto momenti di conflittualità perché c’era da spartirsi una ricchezza, quella del mare. E’ stata molto bella questa storia che è stata richiamata e che riporta al dialetto quale caratteristica del territorio. Anche personalmente mi sono ritrovato in questa storia che ho ascoltato stasera. Oppure l’altra storia quella della Capitana che legava le donne al mare e la capacità di adattarsi davanti alla morte del marito e prendere il comando della nave, questi ragazzi sono davvero entrati nella nostra cultura”

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